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“Se rimanete in me, porterete molto frutto" (Gv. 15, 5-9)

Eucharistic Adoration

3/3/2021
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TEXT AVAILABLE IN ITALIAN

 

ASSOCIAZIONE LUISA PICCARRETA  P.F.D.V.

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

“Se rimanete in me, porterete molto frutto" (Gv. 15, 5-9)

 

CANTO

 “ Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.... Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”.

 

Lettore: La ricetta spirituale per vivere l’amore fino in fondo è nel verbo «rimanere» afferma Papa Francesco nella Messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta  il 9 gennaio 2014.  Il Pontefice ha indicato nella persona di Gesù Cristo, Verbo di Dio fatto uomo, il fondamento unico del vero amore. È questa verità, ha detto, «la chiave per la vita cristiana», «il criterio» dell’amore.

Un  «doppio rimanere: noi in Dio e Dio in noi».

L’apostolo Giovanni, prosegue il Papa, «ci dice tante volte che dobbiamo rimanere nel Signore. E ci dice anche che il Signore rimane in noi». In sostanza afferma «che la vita cristiana è proprio “rimanere”, questo doppio rimanere: noi in Dio e Dio in noi». Ma «non rimanere nello spirito del mondo, non rimanere nella superficialità, non rimanere nella idolatria, non rimanere nella vanità. No, rimanere nel Signore!». E il Signore «contraccambia questo» nostro atteggiamento e così «Lui rimane in noi». Anzi è «prima Lui a rimanere in noi» che, invece, «tante volte lo cacciamo via» e così «non possiamo rimanere in Lui»

Tutti: Con gioia, o Gesù, sono questa sera davanti a Te, per ringraziarTi dei doni che mi hai fatto, e per chiederti perdono delle mancanze che ho commesso. Ti offro tutti i battiti del cuore, come altrettanti atti di amore, di riparazione e li unisco ai Tuoi Meriti Infiniti. Ti supplico di agire in me, senza tener conto delle mie resistenze. Non voglio avere altra volontà, Signore. Con la Tua Grazia, Gesù, voglio cominciare una vita nuova, nella quale ogni istante sia un atto d’amore.

O Gesù, ti contemplo nell’Ostia santa … O mio Gesù, in quest’Ostia santa quante creature non ti risparmiano le spine! Esse si portano innanzi a te e, invece di mandarti l’omaggio dei loro buoni pensieri, ti mandano i loro pensieri cattivi, e tu di nuovo abbassi la testa come nella passione, e ricevi e tolleri le spine di questi pensieri cattivi.

SILENZIO

Lettore: Gesù è nascosto nell’Ostia per dare vita a tutti. Nel suo nascondimento abbraccia tutti i secoli e dà luce a tutti. Così noi, nascondendoci in lui, con le nostre preghiere e riparazioni daremo luce e vita a tutti, ed anche agli stessi eretici ed infedeli, perché Gesù non esclude nessuno.

Unione con la Volontà di Dio in Gesù Sacramentato

Tutti: Mio Gesù, Tu per amor mio Ti restringi nell’Ostia, quasi scomparendo a tutto, ed io in quest’atto, o Gesù, voglio scomparire nella tua Volontà, affinché racchiuda tutto Te stesso in me, facendo del mio essere un'altra ostia, da gareggiare col tuo Amore Sacramentato.

E Tu, o Gesù, distruggi tutto il mio povero essere secondo il peccato,  affinché consacri in me col tuo Volere tutto Te stesso,  ed io potrò dirti: “ecco, o Gesù, la mia Ostia”, come Tu lo dici per me. In quest’atto, o Gesù, mi nascondo nella tua Volontà, affinché trovi la tua Vita Sacramentale, ed io preghi, operi e prenda parte a tutto ciò che fai Tu, e i veli sacramentali siano l’ombra che ci tiene nascosti insieme, da renderci inseparabili

Canto

Lettore: Dio tra noi, Dio con noi e Dio in noi è l’Eucarestia.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo.

Gesù Eucarestia fa dono permanente della Sua vita sulla terra, perché la terra diventasse cielo “come in cielo così in terra”.

Tutti: Vieni, Divina Volontà ad adorare in me, e poiché la tua Volontà moltiplica gli atti all’infinito, così intendo darti soddisfazione come se tutte le creature di tutte le generazioni fossero prostrate qui davanti a Te in profonda adorazione, in atto di fondere la loro volontà umana con la tua Divina Volontà.

Lettore: “Come il pane dopo aver ricevuto l’invocazione di Dio non è più pane comune, ma è Eucarestia e comprende due realtà, quella terrena e quella celeste, così anche i nostri corpi, ricevendo l’Eucarestia, non sono più corruttibili ma posseggono la speranza della Risurrezione”. (S. Ireneo)

Il Divin Pane è il sacramento che Gesù ha istituito come mezzo di purificazione, di contatto, di comunicazione e di divinizzazione. Nasce così il contatto del Divino con l’umano, del nulla che viene assorbito dal Tutto che è Dio; la debolezza con la Fortezza, il chiasso delle passioni con il silenzio dei cuori. Tutto viene trasformato in lodi alla Trinità e l’anima diventa la gloria dell’Eucarestia, Ostia vivente, perché si nutre dei riflessi che emanano da Gesù nascosto e immolato nel Suo stato Sacramentale.

SILENZIO

MI FONDO IN TE, GESÙ

Tutti: Gesù, mio Bene, bacio i tuoi begli occhi: ti vedo in questa Ostia santa con i tuoi occhi amorosi in atto di aspettare tutti quelli che si portano alla tua presenza, per guardarli con i tuoi sguardi d’amore e per avere il ricambio dei loro sguardi d’amore.

Gesù, mio Amore, bacio le tue santissime orecchie. Già ti vedo intento ad ascoltare ciò che vogliono da te le creature, per consolarle. Ma… il tuo udito in quest’Ostia santa è molestato più che nella tua stessa passione. O mio Gesù, voglio prendere tutte le armonie del cielo e metterle nelle tue orecchie per ripararti.

Gesù, mia Vita, bacio il tuo santissimo volto. Lo vedo insanguinato, livido e gonfio. Le creature, o Gesù, vengono innanzi a quest’Ostia santa, e con le loro posizioni indecenti, e con i discorsi cattivi che fanno innanzi a te, invece di darti onore, esse ti danno schiaffi e sputi. E tu, come nella passione, in tutta pace e pazienza li ricevi e tutto sopporti.

Gesù, mio Tutto, bacio la tua dolcissima bocca. Vedo che nello scendere nei cuori delle creature, il primo poggio che fai è sulla loro lingua. Oh, come ne resti amareggiato, trovando molte lingue mordaci, impure, cattive! Ah, ti senti come attossicare da queste lingue, e peggio quando scendi nei loro cuori! O Gesù, se fosse possibile, vorrei trovarmi nella bocca di ciascuna creatura, per addolcirti e per ripararti qualunque offesa che da esse ricevi.

CANTO

Lettore: L’istituzione dell’Eucarestia è, dopo l’Incarnazione, il più grande eccesso d’Amore del Verbo fatto Carne.

“Occorre la veste nuziale” (Mt 22,11-12) per partecipare alla mensa del Signore e cibarsi del Pane consacrato che contiene il frutto della Croce.

Sono misteri sublimi che vanno oltre la mente umana, ma che hanno come supporto la fede, la speranza e la carità.

Come risuonano dolci, ma nel contempo potenti, le parole nell’Atto che Gesù si comunica all’anima: “Il Corpo di Cristo”. (Liturgia)

Non c’è una parola più sublime che può ascoltare una creatura umana. Ecco ti dono Cristo, il Suo Corpo per diventare il tuo corpo. Migliaia di angeli adorano questo spettacolo Divino, nonché la Mamma SS. pronta alla riparazione per le eventuali mancanze di disposizioni e di amore

Tutti: Mamma, dolente Mamma, oramai non è più sparso il Sangue di Gesù per le vie di Gerusalemme, ma dai Tabernacoli!

Ed io, dovendo in tutto imitarti, a nome tuo chiamo gli Angeli, e li mando a guardia dei Tabernacoli, affinché nessuna mano profanatrice ardisca toccarli, ma mettano in fuga chi vorrebbe offendere Gesù innanzi alla sua presenza Sacramentale.

Ed io sulle loro ali mando le sentinelle dei miei desideri, dei miei affetti, dei miei pensieri, e tutto ciò che sono, affinché, se qualcuno ardisse offenderlo, gli angeli, battendo le loro ali, mettano in attitudine le mie sentinelle per fare l’atto di riparazione alle offese che Gesù ha ricevuto.

SILENZIO

Tutti: Vieni, Divina Volontà ad adorare in me, e poiché la tua Volontà moltiplica gli atti all’infinito, così intendo darti soddisfazione come se tutte le creature di tutte le generazioni fossero prostrate qui davanti a Te in profonda adorazione, in atto di fondere la loro volontà umana con la tua Divina Volontà.

 Lettore: “Colui che si nutre dell’Eucarestia non deve attendere l’aldilà per ricevere la vita eterna. La possiede già sulla terra, come primizia della pienezza futura”. (Giovanni P. II da Ecclesia de Eucharistia)

L’Eucarestia è fatta di silenzio parlante, di operosità nascosta, di preghiera che offre e di perpetua donazione. Per l’anima che cura la sua vita Eucaristica non c’è spazio per le molteplici parole.

Luisa: “…Il resto te lo dice il cuore che te lo sa dire meglio di me” ; è importante perciò seguire come Gesù vive la Sua giornata nel SS. Sacramento: “Passo la Mia vita nascosta aspettando i pochi buoni che Mi circondano. In questa Ostia insegno, conforto, faccio da maestro, da medico, da Padre e se occorre anche da giudice. Passo la Mia giornata aspettando tutti e facendo del bene a tutti. In questa piccola Ostia imploro il Padre Mio che una sia la Volontà dei Miei figli con la Sua”. (Dal Diario)

Tutti: Mio Gesù, la tua piccola figlia non si sente di lasciarti solo, voglio mettermi vicino a te e, se non so fare altro, ti sussurrerò all’orecchio: “ti amo, ti amo”, per la tua solitudine, per le tue preghiere e lacrime, dammi il regno del tuo Volere, fa’ presto…?

CANTO

Tutti: Mio Gesù, son qui vicina al tabernacolo d’amore, da quella porticina adorata che io ho il grande onore di guardare, sento le tue fibre divine, il tuo Cuore palpitante che in ogni palpito sprigiona fiamme, raggi di luce interminabile ed in quelle fiamme sento i tuoi gemiti, i tuoi sospiri, le tue suppliche incessanti ed i tuoi singhiozzi ripetuti perché vuoi far conoscere la tua Volontà, per dare la sua vita a tutti ed io mi sento consumare insieme con te e ripetere ciò che fai Tu

Lettore: Miriadi di angeli, tutte le creature, gli esseri viventi, gli anziani, si prostrano in adorazione davanti al Trono di Dio e all’Agnello immolato, che è Cristo, a cui va la lode, l’onore e la gloria (cfr Ap 5,11-14). Vorrei che ci ponessimo tutti una domanda: Tu, io, adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo? Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia.  (Papa Francesco 14 Aprile 2013)

SILENZIO

Lettore: Dolce mio Bene, starò al tuo fianco per difenderti, per imparare i tuoi insegnamenti, per numerare una ad una tutte le tue parole..Come mi scende dolce al cuore la parola che rivolgesti a Giuda: “Amico, a che sei venuto?”.

E sento che anche a me rivolgi la stessa parola, non chiamandomi amica, ma col dolce nome di figlia, per sentirti rispondere: “Gesù, vengo ad amarti”. … A che sei venuto? Mi ripeti dall’Ostia santa… Che bel richiamo per me e per tutti!

TUTTI: Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l’umana famiglia, dal primo fino all’ultimo uomo delle passate e future generazioni, ad adorarti profondamente. Ai tuoi piedi SS. voglio suggellare le adorazioni di tutti, vengo a riconoscerti a nome di tutti come Creatore e dominatore assoluto di tutto, vengo ad amarti per tutti e per ciascuno, vengo a ricambiarti in amore per tutti, per ciascuna cosa creata, in cui tanto amore hai messo, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore; ma io nel tuo Volere trovo questo amore e, volendo che il mio amore, come gli altri atti, sia completo, pieno e per tutti, sono perciò venuta nel tuo Volere, dove tutto è immenso ed eterno e dove trovo amore per poterti amare per tutti. Quindi, ti amo per ogni stella che hai creato, ti amo per quante gocce di luce ed intensità di calore hai messo nel sole…

Lettore: Qual è dunque la regola per essere cristiano con Cristo? E qual è il «segno» che una persona è un cristiano con Cristo? Si tratta di una «regola — ha spiegato il Papa — molto semplice: è valido soltanto quello che ti porta a Gesù, e soltanto è valido quello che viene da Gesù. Gesù è il centro, il Signore, come lui stesso dice».

Dunque se una cosa porta o viene da Gesù «vai avanti» ha esortato il Santo Padre; ma se non viene o non porta a Gesù, «allora è un po’ pericoloso». E a proposito del «segno» ha detto: «È un segno semplice quello del cieco alla nascita di cui parla il vangelo di Giovanni al capitolo nono. Il Vangelo dice che si prostrò davanti a lui per adorare Gesù. Un uomo o una donna che adora Gesù è un cristiano con Gesù. Ma se tu non riesci ad adorare Gesù, qualcosa ti manca».

Ecco allora «una regola e un segno» ha concluso il Pontefice. «La regola — ha detto — è: sono un buon cristiano, sono sulla strada del buon cristiano se faccio quello che viene da Gesù o che mi porta a Gesù perché lui è il centro. Il segno è l’adorazione davanti a Gesù, la preghiera di adorazione davanti a Gesù». (Papa Francesco 7 settembre 2013)

 

Impariamo dalla nostra Mamma del Cielo ad adorare Gesù

 

Sovrana Signora, vengo a nascondere il mio piccolo amore nel mare grande del tuo amore, la mia adorazione verso Dio nell’immenso oceano della tua; i miei ringraziamenti li nascondo nel mare dei tuoi; le mie suppliche, i miei sospiri, le mie lacrime e pene, le nascondo nel mare delle tue, affinché il mio ed il tuo mare d’amore siano uno solo, la mia adorazione e la tua siano una sola, i miei ringraziamenti prendano la larghezza dei tuoi stessi confini, le mie suppliche, lacrime e pene diventino un solo mare col tuo.

Fa’ Sovrana Regina anch’io abbia i miei mari d’amore, d’adorazione, eccetera, e affinché come la tua sovrana altezza impetrò con questo il sospirato Redentore, così anch’io mi presenti con tutti questi mari innanzi alla Maestà Divina per pregarla, per scongiurarla, per chiederle il regno del ‘Fiat Supremo’. Mamma Regina mia, debbo servirmi della stessa tua via, degli stessi tuoi mari d’amore e di grazie per vincerla e farle cedere il suo regno sulla terra, come la vincesti tu per far scendere il Verbo Eterno.

 

La Redazione
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