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L'umiltà

Ah, sì, l’umiltà chiama la Grazia,

l’umiltà spezza le catene più forti, qual è il peccato.

L’umiltà supera qualunque muro di divisione tra l’anima e Dio e a Lui la riporta.

L’umiltà è la piccola pianta, ma sempre verde e fiorita,

non soggetta ad essere rosa dai vermi, né i venti, né la grandine, né il caldo potranno portarle danno,

né farla menomamente appassire.

L’umiltà, sebbene sia la più piccola pianta, manda fuori rami altissimi, che penetrano fin nel Cielo

e s’intrecciano intorno al Cuore di Nostro Signore,

e solo i rami che escono da questa piccola pianta hanno libera l’entrata in quel Cuore adorabile.

L’umiltà è l’ancora della pace nelle tempeste delle onde del mare di questa vita.

L’umiltà è sale che condisce tutte le virtù e preserva l’anima dalla corruzione del peccato.

L’umiltà è l’erbetta che spunta sulla via battuta dai viandanti,

che mentre è calpestata scompare, ma subito si vede spuntare di nuovo più bella di prima.

L’umiltà è quale innesto gentile, che ingentilisce la pianta selvatica.

L’umiltà è il tramonto della colpa.

L’umiltà è la neonata della Grazia.

L’umiltà è qual luna che ci guida nelle tenebre della notte di questa vita.

L’umiltà è come quell’avaro negoziante, che sa ben trafficare le sue ricchezze,

non fa sciupio neppure di un centesimo della Grazia che gli viene data.

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