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Inizio del Ministero Pastorale di Mons. Leonardo D’ascenzo Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie: “sto alla porta e busso” (Ap.3,20)

30/01/2018
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L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie ha gioiosamente accolto sabato 27 gennaio il suo nuovo Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, dopo aver vissuto l’importante giornata della sua Ordinazione Episcopale, svoltasi Domenica 14 gennaio nel Palasport “Bandinelli”, in Velletri.

Accolto nel primo pomeriggio dall’Amministratore diocesano Mons. Giuseppe Pavone e dal sindaco di Trani,  Mons. D’ascenzo si è recato, dapprima, presso il dormitorio Caritas intitolato al suo predecessore, Mons. Giovan Battista Pichierri, dove ha fatto visita ad un gruppo di immigrate. Un segno di attenzione agli ultimi che già si evidenzia agli albori del suo ministero episcopale e che è possibile scorgere anche nel suo saluto alle autorità civili e militari che si è tenuto subito dopo. Rivolgendosi a loro, infatti, ha affermato: “… pensavo che se il Signore non mi avesse chiamato al sacerdozio non avrei avuto difficoltà a dedicarmi alla vita politica, intesa come servizio alla polis, alla comunità umana, perché tra impegno politico e ministero sacerdotale vedo un fondamentale elemento comune e cioè il servizio alle persone e alla persona. Questo rende preziose e nobili le nostre esistenze: il servizio al bene comune e al bene del singolo, soprattutto dei più piccoli, cioè i poveri, gli anziani, i malati, coloro che hanno sbagliato, i più fragili…” E poi citando come esempio Giorgio La Pira, il santo sindaco di Firenze che guardava ad un mondo senza barriere, alle attese dei poveri, ha sottolineato come “tutti siamo samaritani, tutti… bisogna scendere ogni giorno da Gerusalemme a Gerico…. La parabola del buon samaritano è un invito a scendere, ad andare verso gli ultimi che stanno nel bisogno, che domandano il nostro aiuto”.  Di qui la sua esortazione “Non dimentichiamo mai di frequentare la scuola del servizio e del rispetto della persona, persona, in quanto tale senza distinzioni e discriminazioni di alcun genere ... Ciò vale particolarmente oggi ‘giorno della memoria’ in cui commemoriamo tutte le vittime dell’olocausto, preghiamo per loro, perché questo orrore non accada mai più.”

Accompagnato dai fedeli che lo salutano con entusiasmo lungo tutto il tragitto si è poi avviato verso la Chiesa di San Giovanni per l’incontro con il clero, i religiosi e le consacrate, i diaconi e i seminaristi della diocesi. L’impressione è quella di un uomo facente parte del popolo: si ferma abbraccia, saluta familiarmente e benedice la gente che gli si avvicina.

Giunto in Chiesa, dopo aver sostato per alcuni minuti in ginocchio davanti al Crocifisso e ascoltato l’augurio rivoltogli da Mons. Pavone a nome di tutta la Chiesa diocesana di Trani, Barletta, Bisceglie, nel suo discorso sottolinea come tutto il clero è invitato a vivere un’effettiva comunione e una profonda e vera amicizia, perché è solo questo che permette di dare un’autentica testimonianza di Cristo. E riprendendo le parole tratte da un testo a lui familiare e molto caro “NUOVE VOCAZIONI PER UNA NUOVA EUROPA” - Documento finale del Congresso sulle Vocazioni al Sacerdozio e alla Vita Consacrata in Europa 1997 sottolinea che “la prima testimonianza che siamo chiamati a dare è quella del dono della nostra vita”.

“La vita - egli cita - è un dono ricevuto che tende per natura sua a divenire bene donato. È la verità della vita, la sua logica: dono ricevuto, bene donato!” E echeggiando Papa Francesco continua evidenziando che ‘sebbene questa missione ci richieda un impegno generoso, sarebbe un errore intenderla come un eroico compito personale … il primato è sempre di Dio, che ha voluto chiamarci a collaborare con Lui e stimolarci con la forza del suo Spirito” (EG12).

Dalla Chiesa di San Giovanni si è snodata, poi, la processione con la quale Sua Ecc. Mons. Leonardo D’Ascenzo ha fatto il suo ingresso in Cattedrale per la solenne Celebrazione Eucaristica. Tra i presenti, oltre ai numerosi vescovi e le autorità civili, anche la famiglia dell’Arcivescovo, il nuovo rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, una folta rappresentanza della Diocesi di Velletri – Segni, alcuni rappresentanti di altre confessioni religiose, nonché  alcuni familiari di Mons. Pichierri che hanno voluto prendere parte alla solenne liturgia.

Mons. D’ascenzo saluta i numerosi fedeli giunti in cattedrale richiamando un passo del libro dell’Apocalisse, la lettera alla Chiesa di Laodicea: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap.3,20) “La porta di cui parla Gesù, oggi è per me la porta del cuore di questa Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie, è la porta di ciascuno di voi, difronte alla quale voglio sostare discretamente, bussare delicatamente per entrare e cenare, cioè condividere il Pane, il Pane di vita che è Gesù”.

«Anch'io, o fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio».  Con queste parole di San Paolo ai Corinzi, durante la sua prima omelia, l’Arcivescovo fa riferimento al suo mandato: “sono consapevole dei miei limiti e delle mie fragilità e pertanto chiedo al Signore di servirsi di me per poter essere capace di poter portare la sua Parola”.

Ha inoltre spiegato il significato del motto da lui scelto “Messis quidem multa”: la messe è molta. “Sono parole che invitano a maturare uno sguardo sulla realtà che sia capace di riconoscere il bello, il positivo che ci precede e ci accompagna … Queste parole -  ha continuato -  ci sorprendono, perché tutti sappiamo che occorre prima arare, seminare e coltivare per poter poi, a tempo debito, mietere una messe abbondante. Gesù afferma invece che la ‘messe è abbondante’. Ma chi ha lavorato perché il risultato fosse tale? La risposta è una sola: Dio. Spesso guardiamo la realtà con depressione e negatività: orientiamo invece il nostro sguardo sull'abbondanza della messe”.

La nomina di Mons. D’ascenzo ha stupito tutti.  L’Arcidiocesi di Trani – Barletta Bisceglie  è “una Chiesa di lunga tradizione, vivace, numericamente grande”, per cui, in essa “è consuetudine nominare un Vescovo di esperienza, non di prima nomina ... Non porto con me alcuna esperienza in tal senso. Sarà questa Chiesa, sarete voi ad aiutarmi nell’apprendere il servizio che mi attende. Da parte mia, come si dice, dovrò studiare”.

A Sua Eccellenza, noi Piccoli Figli della Divina Volontà, desideriamo rivolgere i nostri auguri perché “questa nuova avventura” così come lui stesso l’ha definita sia illuminata dalla Luce del Divin Volere; assicuriamo la nostra preghiera per un fecondo ministero episcopale e per tutto l’impegno che sarà chiamato anche a donare per il processo di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Luisa Piccarreta, affinché Il Regno di Dio possa compiersi “come in Cielo così in terra”.

Fiat!

Antonella
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