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“Quanto più grande è l’opera che voglio fare, tanto più è necessario che sia unica e singolare quella creatura che scelgo”

Ecco la serva del Signore: Maria promessa sposa

30/07/2018
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Nonostante la sua giovanissima età, come è tradizione nel popolo d’Israele, è già promessa sposa di un uomo della casa di Davide di nome Giuseppe, una persona buona e timorata del Signore, che la riempie di attenzioni e di riguardi. Ancora non sono state celebrate le nozze e non vivono insieme, ma tra loro esiste già un forte vincolo di rispetto e di affetto. Sogna di sposarlo e un futuro migliore per sé e la famiglia che insieme costruiranno. Spera in una vita serena, confortata da tanti figli, segni viventi della benedizione del Dio d’Israele.

 

Il Signore non guarda ai nostri valori, alla ricchezza, alla posizione sociale, alla cultura: ai suoi occhi non contano nulla. Ognuno di noi vale per quello che è, per la propria essenza. Dio bada esclusivamente all’autenticità della nostra fede, che quando è tale si incarna con semplicità nel quotidiano, è spirito vitale che innerva e dà senso ad ogni piccolo gesto, alle scelte più ordinarie e banali. Non è mai estraneazione dal tempo in cui siamo chiamati a pellegrinare, ma si fa carico della realtà del mondo per trasformarla e renderla conforme alla Parola che ci è stata rivelata e donata.

 

Anche noi come Maria di Nazareth abbiamo i nostri progetti, i nostri sogni. Pensare e credere in qualcosa di grande, proiettarci nel futuro immaginando quello che ci piacerebbe fare o essere, rende bello e gratificante il presente. Ciò che siamo, la nostra identità di donne e di uomini è frutto dell’ambiente in cui siamo nati e cresciamo, delle esperienze che maturiamo, delle nostre decisioni. Ognuno di noi è unico, nel tempo e nella storia non esisterà mai un’altra persona uguale a noi.

 

Se questa costituisce una certezza raggiungibile semplicemente con gli strumenti della razionalità di cui siamo dotati, nel momento in cui entriamo in relazione con il Signore approdiamo ad una consapevolezza ulteriore: siamo speciali ai suoi occhi e la nostra esistenza è conseguenza della sua volontà. Davanti a Dio ognuno di noi ha un’identità precisa e mediante il nostro vivere concreto, se lo vogliamo, possiamo realizzare un pezzetto del suo progetto di vita e di libertà. È necessario però metterci alla presenza del Signore, ascoltare la sua voce che ci parla nella preghiera e attraverso le Scritture e quindi seguirlo.

 

L’11 luglio 1923 nel suo Diario Luisa riporta un importante insegnamento di Gesù che ci fa capire come il Signore quando vuole fare delle grandi opere sceglie anime uniche e singolari per il prestigio delle sue opere. Quanto più grande è l’opera che Gesù vuole fare, tanto più è necessario che sia unica e singolare quella creatura che sceglie. L’opera della Redenzione era la più grande e ha scelto una sola creatura, dotandola di tutti i doni, non mai concessi a nessuno, per fare che questa creatura contenesse tanta Grazia per potergli fare da Madre e potesse deporre in Lei tutti i beni della Redenzione; e per custodire i suoi stessi doni; e finché non ha concepito Gesù, l’ha tenuta adombrata nella luce della Santissima Trinità, la quale si faceva custode e teneva l’ufficio di dirigerla in tutto. Quando poi Gesù è stato concepito nel suo seno verginale, essendo Lui il vero capo e il primo di tutti i sacerdoti, ha preso l’impegno di custodirla e di dirigerla in tutto, perfino il moto del suo palpito; e quando Gesù è morto l’ha affidata a Giovanni. Un’anima come Maria, che conteneva tutte le grazie, unica nella Mente divina, unica nella storia, Gesù non ha voluta lasciarla fino all’ultimo suo anelito senza l’assistenza di un suo rappresentante.

 

La stessa cosa Gesù l’ha fatta in Luisa. Anche lei è unica nella mente di Dio e sarà anche unica nella storia, e non ci sarà né prima di lei, né dopo, altra creatura a cui Dio farà avere, come costretto da necessità, l’assistenza dei suoi ministri, avendola scelta per deporre in lei la santità, i beni, gli effetti, l’attitudine della Suprema Volontà. Era conveniente, giusto, decoroso, per la stessa santità che contiene il Divin Volere, che un ministro l’assistesse e fosse il primo depositario dei beni che la Divina Volontà contiene, e dal suo grembo per farla passare a tutto il corpo della Chiesa.

Tutto questo richiede tanta attenzione a Luisa e alla Chiesa: Luisa nel ricevere da Gesù, come una seconda sua madre, il gran dono del Divin Volere e conoscerne tutti i pregi; e loro col riceverli da Luisa, per fare che si compia nella mia Chiesa il “Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra”. Per deporre in Luisa il Volere Divino Gesù le ha tolto qualunque germe di corruzione, ha purificato in tal modo la sua anima, la sua stessa natura, che né lei sente nulla per loro, né loro per lei, perché mancando il germe è come se mancasse il fuoco alla legna, e se non l’ha esentata dalla colpa originale come ha fatto a sua Madre, ha operato un altro prodigio di grazia, non concesso mai a nessun altro, perché era decoroso per la Divina Volontà tre volte santa, scendere in un’anima e prenderne il possesso. Se fosse stata anche minimamente ombrata dal minimo alito corrotto, la Divina Volontà non si sarebbe adattata a prenderne il possesso, a comunicarle il suo atto, se avesse visto alcun germe di corruzione, come non si sarebbe adattato Gesù, Verbo del Padre, a incarnarsi nel seno della Celeste Mamma, se non la avesse esentata dalla colpa d’origine.

 

Il compimento della Divina Volontà è tanto grande, che entra nelle opere più grandi che la Divinità ha operato, e Gesù vuole che sia conosciuto, affinché conoscendone la grandezza e i beni immensi che contiene, lo amino, lo stimino e lo desiderino. Tre volte la Divinità ha deciso di operare ad extra: la prima nella Creazione, e questa è avvenuta senza intervento della creatura, perché nessuna era uscita alla luce del giorno; la seconda nella Redenzione, ed è intervenuta insieme una Donna, la più santa, la più bella, quale la Mamma Celeste; è stata Lei il canale e lo strumento di cui Dio si è servito per compiere l’opera della Redenzione; la terza è il compimento, che la Volontà di Dio si faccia “come in Cielo così in terra”, cioè che la creatura viva, operi con la santità e la potenza della Volontà di Dio, opera inseparabile dalla Creazione e Redenzione, come è inseparabile la Trinità.

Non si tratta di una cosa qualsiasi, ma si tratta di decreti divini, di dare la possibilità per far compiere l’opera della Creazione e Redenzione. E perciò, come Dio ha affidato Maria a Giovanni –per far deporre in lui, e da lui alla Chiesa, i tesori, le grazie, tutti i gli insegnamenti di Gesù, così ora vuole farlo con Luisa: dovendo servire il “Fiat Voluntas tua” a tutta la Chiesa, Gesù ha affidato Luisa ad un ministro, affinché lei possa deporre in lui tutto ciò che Gesù le ha manifestato sulla Divina Volontà: i beni che ci sono, come la creatura deve entrare in Essa, come la paterna bontà vuole aprire un’altra era di grazia, mettendo in comune con la creatura i beni che possiede nel Cielo e restituendole la felicità perduta.

don Marco
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