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Gli Atti nel Divin Volere: l’Atto Primo di Dio

“Fiat Voluntas Tua sicut in Coelo et in terra

18/12/2018
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La vita santa non è un nuovo atto che si inserisce ad un certo punto della vita dell’uomo. Non va dimenticato che è l’unico, il primo desiderio di Dio, nostro Padre creatore. Nel Suo eccesso d’Amore, Egli ha creato l’uomo col quale trastullarsi di tutti i beni della Creazione, messi a sua disposizione e sui quali gli ha dato libertà di dominio (cfr Gen 1, 27-29).

Nell’Eden, Adamo passeggiava con Dio, viveva in santità, faceva certamente i suoi primi atti nel Regno del Fiat Divino, finché non è inciampato in una delle tre potenze di cui Dio lo aveva dotato per farlo come Lui: la volontà.

Negli Scritti, mentre Luisa si interroga sulla santità di Adamo, Gesù mette in luce la sua santità. Il nostro progenitore possedeva tale santità quando fu creato da Dio ed i suoi atti anche minimi avevano tal valore, che nessun Santo, né prima, né dopo la venuta di Gesù Cristo sulla terra, può paragonarsi alla sua santità e tutti gli atti di questi non giungono al valore d’un solo suo atto. Adamo possedendo in sé la Divina Volontà, possedeva la pienezza della santità, la totalità di tutti i beni divini in modo da poter riempire Cielo e terra di cui teneva il dominio. Ogni suo atto era fatto in questa pienezza di beni divini.

Nei suoi atti dava al Padre celeste quella gloria piena, quell’amore pieno, che nessuna creatura Gli ha più dato, perché solo nella Divina Volontà si trovano questi atti di valore infinito. Fuori di Essa non esistono. Adamo aveva le sue ricchezze che l’Eterno Volere gli partecipava innanzi alla Divinità, perché Iddio, nel crearlo, nulla di vuoto aveva lasciato in lui, ma tutto era pienezza divina per quanto a creatura era possibile contenere. E questo, finché visse nel Regno del Divin Volere, riproduceva in lui la più bella immagine che Dio volle dargli dotandolo di volontà, intelletto e memoria.

Nella volontà rifulgeva il Celeste Padre, che, come Atto Primo, comunicava la Sua potenza, la Sua santità, la Sua altezza, per cui elevava la volontà umana investendola della Sua stessa Santità, Potenza e Nobiltà …  tra la due volontà tutto era in comune, in reciproco accordo.  E perciò come suo atto primo la volontà di Adamo fu costituita libera, indipendente, così come era come atto primo la Volontà del Celeste Padre. Mentre Il Figlio e lo Spirito Santo vi concorsero come atto secondo e terzo. Il Figlio per dotarlo di intelletto, lo Spirito Santo per dotarlo di memoria.

Con Luisa, attraverso la sua formazione, Gesù insegna a tutti noi a far vita, con i nostri atti, nella Sua Divina Volontà e soprattutto a non uscirne da Essa. Gli sono tanto graditi tutti gli atti fatti nel Suo Volere, che non appena l’anima entra in Esso per agire, l’ombra della Sua luce la circonda e Lui corre per fare che il Suo atto  e quello della creatura  siano uno solo, e siccome Lui è l’Atto primo di tutta la Creazione, senza il Suo primo moto tutte le cose create resterebbero paralizzate, senza forza ed impotenti al minimo moto. La vita sta nel moto; senza di esso tutto è morto.

Spiega Gesù a Luisa che è Lui, il primo moto, che dà vita e mette in atto tutti gli altri moti. Al Suo primo moto la Creazione si mette in giro. Proprio come succede ad una macchina dove, al tocco del moto primo della prima ruota, tutte le altre rotelle si mettono in giro. Così chi opera nella Divina Volontà si muove nel Suo primo moto e viene a trovarsi e ad operare nel moto di tutte le creature …  chi vive nel Divin Volere sostituisce per tutti, Lo difende da tutti e mette in salvo il Suo moto, cioè la Sua stessa Vita.

Gli Angeli, ad esempio, sono tali perché si sono conservati belli e puri come uscirono dalle mani del Creatore. Si sono sempre mantenuti in quell’Atto Primo in cui furono creati; quindi, stando in quell’Atto Primo della loro esistenza, stanno in quell’Atto solo della Divina Volontà, che non conoscendo successione di atti, non si muta, e contiene in sé tutti i beni possibili ed immaginabili. Tutta la loro felicità è il mantenersi volontariamente in quell’Atto solo della Divina Volontà. Tutto trovano nel circuito del Volere Divino, né vogliono, per rendersi felici, se non ciò che la Divina Volontà loro somministra.

Cosi nella creazione dell’uomo la Divina Volontà gli fu data come vita primaria ed atto primo di tutte le sue opere. Dovendo lui crescere in grazia e in bellezza, aveva bisogno di una Volontà Suprema, che non solo facesse compagnia alla sua umana volontà, ma che si sostituisse all’operato della creatura. La Volontà Divina entra nella vita primaria della creatura, e fino a tanto che tiene il suo Atto primo, la Sua vita, la creatura cresce sempre in grazia, in luce, in bellezza, conserva il vincolo dell’Atto primo della sua creazione, dando alla SS Trinità la gloria di tutte le cose create.

Tutti gli atti fatti nella Divina Volontà entrano nell’Atto primo, quando ebbe origine tutta la Creazione, e gli atti della creatura, baciandosi con quelli della Divinità, perché una è la Volontà che dà vita a questi atti, si diffondono in tutte le cose create, come sta diffusa la Divina Volontà dappertutto, e si costituiscono ricambio d’amore, d’adorazione e di gloria continua per tutto ciò che è stato messo fuori nella Creazione.

In principio, con la virtù della Divina Volontà, la santità dell’uomo era completa, perché usciva da un Atto completo di Dio: era santo e felice nell’anima, come pure santo e felice nel corpo, perché la Divina Volontà gli portava i riflessi della santità del suo Creatore.

Ora bisogna che ogni creatura ripercorra questa via per ritornare al punto dove è avvenuta la scissione; che si volga indietro, per prendere la Divina Volontà come vita, come regola e come cibo, per purificarsi, nobilitarsi, divinizzarsi, e per prendere il Primo Atto della Creazione, giacché la Venuta del Divin Figlio sulla terra  fu proprio questo il primo atto: far conoscere la Volontà di Dio Padre per riannodarla di nuovo con le creature.

Col fondersi tutta nel Divin Volere, l’anima si “riordina”, ritorna al principio donde uscì e si ripristina l’ordine tra Creatore e creatura. Tutte le cose stanno nell’ordine, hanno il posto d’onore, sono perfette quando non si spostano dal principio donde sono uscite. Gli atti fatti nel Divin Volere, e solo questi, si restituiscono al principio dove l’anima fu creata e prendono vita nell’ambito dell’eternità, portando al loro Creatore gli omaggi divini, la gloria del loro stesso Volere.

 

 

Maestà Suprema e Creatore di tutte le cose,

nella vostra Volontà, , ho girato da per tutto,

affinché tutte le cose vi glorifichino, vi amino e vi benedicano,

fate scendere la vostra Volontà sulla terra,

affinché vincoli e raffermi tutti i rapporti tra Creatore e creatura,

e così tutte le cose ritorneranno nell’ordine primiero, da Voi stabilito.

FIAT!

Riccardina
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