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Ecco la serva del Signore: l’indicibile si fa tangibile

“Quanto più grande è l’opera che voglio fare in un’anima, tanto più piccola la scelgo. La conservo nella piccolezza; nulla di proprio faccio entrare per non farle perdere la sua piccolezza e conservarle la bellezza divina, donde è uscita.”

06/08/2018
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Quella mattina di primavera, in quello sperduto villaggio della Galilea sta per accadere qualcosa di imprevedibile e impensabile.

D’improvviso un silenzio profondo avvolge la stanza dove Maria è immersa in preghiera. Tutto sembra fermarsi in un attimo eterno. Dio fa irruzione nella sua vita. Un angelo le appare. No, non è un sogno. È l’indicibile che si fa tangibile, una realtà trascendente, che supera l’immaginabile e l’esperimentabile secondo le categorie del naturale e del sensibile, che diventa storia vissuta.

 

Il venire del Signore nella nostra vita accade sempre con modalità inconsuete. Raramente si manifesta in modo straordinario. Dio preferisce incontrarci nella semplicità, lì dove si svolge la nostra vita quotidiana, con le sue gioie e le sue speranze, con le sue angosce e le sue incomprensioni. I nostri limiti, i nostri peccati, la durezza del nostro cuore ci rendono incapaci di discernere il suo rivelarsi. Dobbiamo imparare a riconoscerlo vivo e presente nei tanti “angeli” che pone nel nostro cammino, nei molti testimoni e profeti della sua Parola, ascoltata, vissuta e annunciata, che incrociano le strade della nostra esistenza. Troppo spesso ci lasciamo distrarre dallo sfavillio della sapienza umana, dalla comodità delle nostre certezze, del tepore rassicurante delle nostre buone intenzioni, perfino dall’abitudine alla frequentazione della sua Parola: la conosciamo bene, a memoria, fino al punto che ne siamo divenuti impermeabili, insensibili. Non ci facciamo toccare, interrogare, mettere in discussione. La nostra è una fede accademica. Il Signore invece ci sta cercando e vuole cambiarci, indicarci una strada nuova, altra, sulla quale indirizzare il nostro futuro.

 

Dio sceglie sempre vie lontane dalle logiche umane per portare avanti il suo disegno di redenzione. Vuole che l’uomo collabori con lui, ma si rivolge non ai ricchi e ai potenti, a chi gode di prestigio e considerazione nella società. Sceglie ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che è stimato nulla, come una donna nel contesto della cultura del tempo di Maria, la cui statura sociale è equiparabile a poco più di un servo. Una vergine per giunta, una donna illibata e senza macchia alcuna, incorrotta.

 

Ebbene c’è nella verginità di Maria un qualcosa di più profondo e di maggiormente significativo della semplice e pur essenziale considerazione della sua condizione fisica. La verginità di Maria è sinonimo di una purezza interiore e immagine di una disponibilità completa ad ascoltare, accogliere ed incarnare la Parola. Perché ciò possa accadere è indispensabile preparare per il Signore una degna dimora, affrancandoci da quanto ci è di ostacolo e unendoci a lui in una preghiera incessante che diventa vita vissuta, affinché egli sia il tutto che ci riempie, ci colma e ci sazia di sé.

 

In un lungo e appassionante brano del Diario di Luisa del 10 novembre 1923, Gesù parla in modo straordinario della piccolezza di Maria e poi di quella che Luisa deve avere per accogliere il dono del vivere nel Divin Volere.

Tra tutte le generazioni Maria Vergine è la più piccola, perché non è mai entrato in Lei il suo volere come agente, ma sempre il Volere Eterno, e questo non solo l’ha conservata piccola, bella, fresca, come da Dio era uscita, ma l’ha fatta la più grande di tutti.

È solo per la sua piccolezza che è stata innalzata all’altezza di Madre di Colui che l’ha formata. Tutto il bene dell’uomo è il fare la Volontà di Dio, tutto il male è il fare la sua. Perciò, per venire a redimere l’uomo Dio ha scelto Maria, perché piccola, e per mezzo suo come canale Dio se ne è servita per far scendere sul genere umano tutti i beni e i frutti della Redenzione.

Per far sì che il Volere Divino fosse conosciuto, che si aprisse il Cielo per far scendere il Volere Divino sulla terra e vi regnasse come in Cielo, Dio doveva scegliere un’altra piccola fra tutte le generazioni. Essendo l’opera più grande che Dio vuole fare, cioè il reintegramento dell’uomo nel suo principio da dove è uscito, aprirgli quel Volere Divino che lui ha respinto, aprirgli le braccia per riceverlo di nuovo nel grembo della Divina Volontà, l’infinita Sapienza di Dio chiama dal nulla la più piccola. Era giusto che fosse piccola: se una piccola Dio ha messo come a capo della Redenzione, un’altra piccola doveva metterla a capo del “Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra”. Tra due piccole Dio doveva racchiudere lo scopo della creazione dell’uomo e doveva realizzare i suoi disegni su di lui: per mezzo di una doveva redimerlo, lavarlo col suo sangue dalle sue brutture, dargli il perdono; per mezzo dell’altra doveva farlo ritornare al suo principio, alla sua origine, alla nobiltà perduta, ai vincoli della Divina Volontà da lui spezzati, ammetterlo di nuovo al sorriso dell’Eterna Volontà, a baciarsi insieme e fare vita una nell’altra. Era solo questo lo scopo della creazione dell’uomo e a ciò che Dio ha stabilito nessuno potrà opporsi. Passeranno secoli e secoli; come nella Redenzione, così anche in questo, ma l’uomo ritornerà nelle braccia di Dio.

 

Ma per fare ciò Dio deve prima eleggere chi deve essere la prima che faccia vita nell’Eterno Volere, vincolare in lei tutti i rapporti della Creazione, vivere con essa senza alcuna rottura di volontà, anzi, la sua e quella di Dio una sola. Il Volere Divino la conserva fresca, bella, e lei forma il suo sorriso, il suo trastullo; e ne fa ciò che vuole. E godendo della sua piccolezza e della sua felice sorte, questa creatura piccola, piangerà per i suoi fratelli. Di null’altro si occuperà che di riparare per tutti e per ciascuno di tutti i torti che le creature fanno col sottrarsi dalla Volontà di Dio. Le lacrime di chi vive del Volere Divino saranno potenti, molto più che lei non vuole se non ciò che Dio vuole, e per mezzo suo aprirà insieme al primo canale della Redenzione, il secondo, quello del “Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra”.

 

Di fronte a queste parole Luisa confessa di rimanere interdetta e si chiede chi è questa seconda creatura. Gesù le risponde che è lei la prescelta, proprio per la sua piccolezza e per essere ancora più chiaro Gesù le fa vedere tutte le generazioni divise come in due ali, una a destra e l’altra a sinistra del Trono di Dio. A capo di un’ala stava la Regina del Cielo Maria, da cui scendevano tutti i beni della Redenzione. Luisa rimane attratta dalla bellezza della sua piccolezza, piccolezza meravigliosa, prodigiosa; piccola e potente, piccola e grande, piccola e Regina, piccola e dalla sua piccolezza si vedevano pendere tutti, disporre di tutto, imperare su tutti e, solo perché piccina, accogliere il Verbo nella sua piccolezza e farlo scendere dal Cielo in terra, per farlo morire per amore degli uomini! All’altra ala si vedeva, a capo, un’altra piccola, era colei che Gesù aveva chiamato la sua “piccola figlia del Divin Volere” e Gesù, mettendosi in mezzo a queste due ali, tra le due piccole che stavano a capo, ha preso con una sua mano la mano di Luisa e con l’altra quella della Regina Madre e ha unito l’una e l’altra dicendo che erano le sue piccole figlie, invitandole a darsi la mano innanzi al Trono di Dio, abbracciate tra le loro piccole braccia l’Eterna Divina Maestà. A loro solo è dato, perché piccole, di abbracciare l’Eterno, l’Infinito, ed entrarci dentro, e se la prima piccola ha strappato all’amore dell’Eterno la Redenzione, così la seconda, dando la mano alla prima, venga da Lei aiutata a strappare dall’Eterno Amore il “Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra”.

 

Luisa è rimasta senza parole ed è rimasta più umiliata e confusa e, quasi come una bambina capricciosa, voleva Gesù per dirgli i suoi timori, i suoi dubbi, e pregava che allontanasse da lei tutte queste cose, che al solo pensarle temeva che fosse una fine superbia, e di darle, invece, la grazia di amarlo davvero e di compiere in tutto il suo Volere.  E Gesù interrompendo i suoi pensieri interviene incoraggiandola e precisando che sarà Lui a fare tutto in lei. Luisa non farà altro che seguirlo fedelmente, perché Luisa ha ragione a sostenere che è troppo piccola per fare ciò e non può nulla, ma sarà Gesù a fare tutto in lei!

don Marco
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