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Epifania del Signore

Si prostrarono e adorarono il Bambino, il Figlio di Dio

04/01/2019
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Carissimi fratelli e sorelle, Fiat!

Celebriamo la Festa dell’Epifania, festa particolare della nostra fede e della fede del mondo.

Sappiamo che Epifania vuol dire manifestazione di Gesù a tutte le genti, rappresentate oggi dai Magi, che giunsero a Betlemme dall’Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei, la cui nascita essi avevano conosciuto dall’apparire di una nuova stella nel cielo (Mt 2,1-12). In effetti, prima dell’arrivo dei Magi, la conoscenza di questo avvenimento era andata poco al di là della cerchia familiare: oltre che a Maria e a Giuseppe, e probabilmente ad altri parenti, esso era noto ai pastori di Betlemme, i quali, udito il gioioso annuncio, erano accorsi a vedere il bambino mentre ancora giaceva nella mangiatoia. La venuta del Messia, l’atteso delle genti predetto dai Profeti, rimaneva così inizialmente nel nascondimento. Finché, appunto, giunsero a Gerusalemme quei misteriosi personaggi, i Magi, a domandare notizie del “Re dei Giudei”, nato da poco. Ovviamente, trattandosi di un re, si recarono al palazzo reale, dove risiedeva Erode.

Ma questi non sapeva nulla di tale nascita e, molto preoccupato, convocò subito i sacerdoti e gli scribi, i quali, sulla base della celebre profezia di Michea (cfr 5,1), affermarono che il Messia doveva nascere a Betlemme. E infatti, ripartiti in quella direzione, i Magi videro di nuovo la stella, che li guidò fino al luogo dove si trovava Gesù. Entrati, si prostrarono e lo adorarono, offrendo doni simbolici: oro, incenso e mirra. Ecco l’epifania, la manifestazione: la venuta e l’adorazione dei Magi è il primo segno della singolare identità del Figlio di Dio che è anche figlio della Vergine Maria. Da allora cominciò a propagarsi la domanda che accompagnerà tutta la vita di Cristo, e che in vari modi attraversa i secoli: chi è questo Gesù?


Questa è la domanda che la Chiesa vuole suscitare nel cuore di tutti gli uomini: chi è Gesù? Questa è l’ansia spirituale che spinge la missione della Chiesa: far conoscere Gesù, il suo Vangelo, perché ogni uomo possa scoprire sul suo volto umano il volto di Dio, e venire illuminato dal suo mistero d’amore. L’Epifania preannuncia l’apertura universale della Chiesa, la sua chiamata ad evangelizzare tutte le genti. Ma l’Epifania ci dice anche in che modo la Chiesa realizza questa missione: riflettendo la luce di Cristo e annunciando la sua Parola. I cristiani sono chiamati ad imitare il servizio che fece la stella per i Magi. Dobbiamo risplendere come figli della luce, per attirare tutti alla bellezza del Regno di Dio. E a quanti cercano la verità, dobbiamo offrire la Parola di Dio, che conduce a riconoscere in Gesù “il vero Dio e la vita eterna” (1Gv 5,20).


Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.
Matteo aggiunge nel suo Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.

Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi.


Perché potessero provare la gioia del vedere Cristo, dell’adorarlo e dell’offrirgli i loro doni, i Magi sono passati per situazioni in cui hanno dovuto sempre chiedere, sempre seguire il segno inviato loro da Dio. La fermezza, la costanza, soprattutto nella fede, è impossibile senza sacrifici, ma è proprio da qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Dio che si rivela a noi, così come la gioia di dare o di darsi a Dio. “Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”.


Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore.

 

Nel diario, il 6 gennaio 1901, Luisa racconta che, trovandosi fuori di se stessa, le pareva di vedere quando i santi Magi sono giunti nella grotta di Betlemme. Appena giunti alla presenza del Bambino, sono brillati esternamente i raggi della sua Divinità, e Gesù si è comunicato ai Magi in tre modi: con l’amore, con la bellezza e con la potenza, in modo che sono rimasti rapiti e sprofondati alla presenza del Bambinello Gesù; tanto che se il Signore non avesse ritirato un’altra volta internamente i raggi della sua Divinità, sarebbero rimasti lì per sempre, senza potersi più muovere. Appena il Bambino ha ritirato la Divinità, i santi Magi sono ritornati in se stessi, si sono scossi e stupefatti nel vedere un eccesso d’amore così grande, perché in quella luce il Signore aveva fatto loro capire il mistero dell’Incarnazione. Si sono alzati e hanno offerto i doni alla Regina Madre ed Essa ha parlato a lungo con loro, e ha raccomandato loro di avere a cuore la salvezza dei loro popoli, non avendo timore neppure di esporre la loro vita per ottenere l’intento.

Dopo ciò Luisa e rientrata in se stessa e si è trovata insieme con Gesù, e Lui voleva che gli dicesse qualche cosa, ma Luisa si vedeva tanto cattiva e confusa, che non osava dirgli niente; così vedendo che non diceva nulla, Lui stesso ha ripreso a parlare dei santi Magi, dicendo che con l’essersi comunicato in tre modi ai Magi, ha ottenuto per loro tre effetti, perché mai Gesù si comunica alle anime inutilmente, ma sempre ricevono qualche loro profitto. Così, comunicandosi con l’amore hanno ottenuto il distacco da se stessi, con la bellezza hanno ottenuto il disprezzo delle cose terrene e con la potenza i loro cuori sono rimasti legati tutti a Gesù e hanno ottenuto coraggio di mettere il sangue e la vita per Lui.


Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore. Ancora una volta, sentiamo in noi una profonda riconoscenza per Maria, la Madre di Gesù. Ella è l’immagine perfetta della Chiesa, che dona al mondo la luce di Cristo: è la Stella dell’evangelizzazione. “Respice Stellam”, “Guarda la stella”, ci dice san Bernardo: guarda la Stella, tu che vai in cerca della verità e della pace; volgi lo sguardo a Maria, e Lei ti mostrerà Gesù, luce per ogni uomo e per tutti i popoli.

don Marco
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Ultimi commenti 1 di 1
- 06/01/2019
🙏🌹💛☀💛🌹🙏 D. V. Fiat 🐒Pace a tutti 🐦